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La storia
Written by Alessandro De Stasio   
Wednesday, 27 June 2007
Riteniamo non pleonastico ricordare qui che il decreto costitutivo del Corpo degli Alpini fu firmato dal Re Vittorio Emanuele II proprio nel palazzo Reale di Napoli il 15 Ottobre 1872, per cui questa città, pur non essendo in zona di reclutamento delle nuove "Compagnie Alpine", non poteva, almeno per fatto storiografico, restare priva di una sezione di ex appartenenti a tale corpo.

Negli anni 1928 e 1929 alcuni alpini in congedo, provenienti per la maggior parte dall'Italia settentrionale ma residenti a Napoli per ragioni di lavoro o altro, si incontravano, prima casualmente e poi con assiduità, per fare una cantata e bere un buon bicchiere di vino in compagnia di qualche alpino napoletano o comunque del sud. Nacque così l'idea di una sezione napoletana di alpini in congedo, ma inizialmente non fu facile perchè, a norma di Statuto, era indispensabile raggiungere il numero minimo di 500 soci necessario alla costituzione della sezione. Successivamente la sede nazionale dell'Associazione, in deroga a quanto previsto dallo Statuto, autorizzò la costituzione della sezione pur non avendo raggiunto il numero minimo di 500 soci, e ciò in considerazione anche delle maggiori distanze che intercorrevano dalle sezioni dell'Italia centrale (Roma e Abruzzi).

L'atto di nascita è datato Ottobre 1930, prima con il nome di BATTAGLIONE VESUVIO e poi BATTAGLIONE NAPOLI dell'allora X° Rgt. Alpini.
      Il primo presidente fu l'On. Luigi Pescione sotto la cui guida fu organizzata nel 1932 la 13^ Adunata Nazionale, prima tenuta nel sud d'Italia e successivamente, nel 1936, fu organizzata la 17^. Di questi pionieri-fondatori ci fa piacere ricordare che è ancora nostro socio, sano e vegeto, il Cap.no Giuseppe Cattaneo. All'On. Pescione, prematuramente scomparso, subentrò nella carica di Presidente il Prof. Feliciano Lepore che rese le sorti della sezione fino al 1943, quando, per le vicende belliche i soci si dispersero e la sezione si sciolse.
      Dopo la guerra e precisamente nel 1951, un gruppo di veri appassionati ricostituì la sezione raccogliendosi attorno al Gen. Luigi Chatrian, che in qualità di comandante del X° Comiliter fu largo di aiuti, intervenendo in tutte le necessità che si dovevano affrontare. Il Gen.le Chatrian fu confermato Presidente della sezione fino al 1954, anno in cui lasciò la città di Napoli.
      Dal 1954 fino al 1975, anno della sua scomparsa, il Presidente della sezione, fu l'indimenticabile Col. Guido Albarelli, Veronese d'origine, eroico combattente della I° Guerra Mondiale col Btg. Sciatori MONTE CERVINO, decorato di due medaglie d'argento e una di bronzo al valor militare. Per tutti noi fu il "Presidentissimo" per antonomasia e la vita della sezione fu sempre legata alla sua dedizione ed alla sua generosità. La sezione fu intitolata alla M.O. Ten. GIUSEPPE BAISI caduto in Russia. Inizialmente la sezione fu ospitata presso altro sodalizio (C.A.I.), poi in una sede privata, successivamente in locali comunali nel castello del Maschio Angioino finchè, grazie al nostro socio Gen.le C.A. Francesco Scaramuzza de Marco, allora comandante del X° Comiliter, ci fu assegnato l'attuale sede nei locali del Palazzo Salerno in Piazza Plebiscito, resi accoglienti a cura della sezione, divenendo luogo di incontro dei nostri soci ogni martedì.
      Negli anni 1956 e 1973 la nostra sezione organizzò rispettivamente la 29^ e la 46^ Adunata Nazionale, riuscendo a far giungere ed ospitare a Napoli un numero di alpini superiore ad ogni aspettativa, grazie anche all'entusiasmo ed alla tradizionale ospitalità della popolazione napoletana ed all'aiuto fornitoci dalle autorità locali dell'epoca.
      Negli anni 1960/1961 la nostra sezione ebbe il privilegio di annoverare tra i propri soci anche la M.O. al V.M. Col. Franco Magnani, nel periodo in cui comandò la Scuola Militare Nunziatella. Il Col. Magnani fu assiduo frequentatore della sezione alla quale rimase affezionato anche dopo il suo trasferimento da Napoli a seguito della promozione a Generale. I soci poterono ammirare in lui la magnifica figura di uomo e comandante, indomito anche durante la lunga sofferta prigionia trascorsa in Russia.
      La forza della sezione, il cui motto come noto è "POCHI MA BUONI" va sempre più diminuendo in quanto non essendo in zona di reclutamento alpino vengono a mancare i ricambi, ed i "Veci" invecchiano anche d'età, con tutte le conseguenze del caso.... Con tutto ciò gli alpini di Napoli, come diceva il Gen. Magnani, mantengono all'ombra del Vesuvio saldi i cuori e dritte le penne.

Last Updated ( Friday, 23 May 2008 )
 
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